Infobiologia

infobiologia /in·fo·bio·lo·gì·a/ s. f.

1. Disciplina scientifica emergente che designa la trasformazione strutturale delle scienze biologiche nell’era della misurazione sistematica e quantitativa dei fenomeni viventi, in cui i dati numerici — genomici, proteomici, metabolomici e di imaging — costituiscono il principale oggetto di produzione, gestione e interpretazione della ricerca. L’infobiologia non è riducibile alla bioinformatica, di cui condivide gli strumenti computazionali, ma se ne distingue per l’ambito più ampio: comprende pratiche sperimentali, standard di gestione e compliance del dato, infrastrutture di condivisione, ruoli professionali e modelli organizzativi. Essa configura un ecosistema socio-tecnico in cui norme, incentivi e tecnologia si rafforzano reciprocamente.

2. estens. L’insieme di competenze, attitudini e linguaggi comuni che biologi, clinici, informatici e scienziati del dato sono chiamati a condividere per affrontare la ricerca e la medicina nell’era della biologia computazionale e dell’intelligenza artificiale; la «chimera» disciplinare risultante dalla convergenza tra scienze della vita e scienze dell’informazione.

Fraseologia: la transizione da biologia a i. «La transizione da biologia a infobiologia è stata una marea lenta ma inesorabile, che ha imposto ai ricercatori di dotarsi di strumenti informatici prima inimmaginabili nel laboratorio del biologo molecolare.» ◆ ecosistema dell’i. «L’infobiologia efficace non si esaurisce nelle tecniche: è un ecosistema in cui archivi, piattaforme collaborative e politiche di condivisione dei dati diventano strumenti di laboratorio al pari di una centrifuga.» ◆ competenze dell’i. «Nell’era dell’infobiologia, ai biologi sono richieste alfabetizzazione dei dati e dimestichezza con ambienti computazionali; agli informatici, conoscenza del metodo sperimentale e del rumore intrinseco dei sistemi viventi.» ◆ manifesto per l’i. «Il manifesto per l’infobiologia pone al centro la qualità del dato, l’interoperabilità dei sistemi e la formazione continua, nella convinzione che l’intelligenza artificiale debba amplificare il giudizio umano, non sostituirlo.»

Deriv.: infobiologo s. m. (f. -a), chi esercita o studia l’infobiologia nella ricerca o nella clinica.

Etim.: comp. di info- (dal lat. informatio, «formazione, rappresentazione») e biologia (dal gr. bíos, «vita», e lógos, «studio»); coniato nel primo quarto del XXI sec. da Riccardo Lorenzo Rossi per designare la convergenza tra scienze della vita e scienze dell’informazione.

Corsi e Ricorsi: trasformazione costante in un’epoca fluida

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